Il Tribunale di Lucca, con sentenza 22 gennaio 2021 n. 64, ha stabilito che la banca che propone un investimento in pietre preziose, fungendo da intermediario tra il proprio cliente ed un soggetto terzo, deve comunque attenersi alle consuete regole di diligenza, correttezza e trasparenza, nell’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati, nonchè acquisire le informazioni necessarie ed operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati.

Finanziamenti “non riconosciuti” e tutela d’urgenza: il fumus non basta, serve il periculum
Nota di commento a Tribunale di Lecce, decreto 30 luglio 2026 (n. cronol. 111/2026, R.G. 4829/2026) Massima (non ufficiale) — Nel procedimento cautelare ex


