Il Tribunale di Bologna, con sentenza del 2 marzo 2021 n. 189, ha stabilito che anche il compimento di atti formalmente “non riservati” ad una specifica professione per cui è richiesta l’iscrizione ad un albo professionale integra il reato di esercizio abusivo della professione ex art. 348 c.p. allorché il loro compimento avvenga con modalità tali, per continuatività, onerosità e organizzazione, da creare, in assenza di indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un’attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato.

Finanziamenti “non riconosciuti” e tutela d’urgenza: il fumus non basta, serve il periculum
Nota di commento a Tribunale di Lecce, decreto 30 luglio 2026 (n. cronol. 111/2026, R.G. 4829/2026) Massima (non ufficiale) — Nel procedimento cautelare ex


