La Corte di Cassazione civile, con ordinanza n. 26060/2022, ha stabilito che la possibilità per il socio di recedere ad nutum sussiste solo nel caso in cui la società sia contratta a tempo indeterminato e non anche a tempo determinato, sia pure lontano nel tempo, ponendo a fondamento della decisione gli elementi rappresentati dal dato testuale della disciplina del recesso nelle società di capitali e dalla prevalenza, sull’interesse del socio al disinvestimento, dell’interesse della società a proseguire nella gestione del progetto imprenditoriale e dei terzi alla stabilità dell’organizzazione imprenditoriale e all’integrità della garanzia patrimoniale offerta esclusivamente dal patrimonio sociale, non potendo questi fare affidamento – diversamente da quanto accade per le società di persone – anche sul patrimonio personale dei singoli soci.

Clausola di conciliazione non è clausola compromissoria: la Corte di Appello di Palermo conferma la piena tutela giudiziaria del credito bancario
Corte di Appello di Palermo, Sez. III civile, sent. n°1735/2026, pubbl. 19 giugno 2026) Il caso Un consumatore, destinatario di un decreto ingiuntivo per oltre


