Il Tribunale di Prato, con sentenza 27 settembre 2021 n. 669, ha stabilito che la compagnia telefonica è responsabile dei danni subiti dall’utente qualora i dati della SIM a lui intestata vengano carpiti fraudolentemente e utilizzati per compiere illecite operazioni tramite il servizio di home banking che richieda sistemi di autenticazione con l’utilizzo della suddetta SIM. Responsabile solidale con la compagnia telefonica è anche la banca che a sua volta non abbia adottato idonee misure di sicurezza per evitare che terzi non autorizzati accedessero al servizio di home banking. È comunque rilevante, ai fini della determinazione del danno, la condotta colposa del titolare del conto e della SIM che una volta avvedutosi della sottrazione dei dati della SIM e dei tentativi di intrusione da parte di terzi sul conto corrente, non ne abbia dato immediata informativa alla banca.

Finanziamenti “non riconosciuti” e tutela d’urgenza: il fumus non basta, serve il periculum
Nota di commento a Tribunale di Lecce, decreto 30 luglio 2026 (n. cronol. 111/2026, R.G. 4829/2026) Massima (non ufficiale) — Nel procedimento cautelare ex


